Parola della settimana

CASA

Nell’ultima Newsletter che ho inviato, ho proposto questa parola come parola della settimana… perché è una parola a cui sono particolarmente affezionata, e perché è forse una delle prime parole che si imparano nei corsi di italiano, già alla lettera C dell’alfabeto.

Di casa e case potremmo parlare all’infinito…

Ci sono case piccole, grandi, indipendenti, appartamenti, case vacanze, seconde case, case dei genitori, case di campagna…

Ma CASA non è solo uno spazio fisico, è un luogo emotivo, fatto di relazioni e sensazioni, è uno spazio in cui ci identifichiamo, a cui apparteniamo.

A volte certi odori ci ricordano la nostra casa; altre volte sono le persone che ci hanno vissuto che l’hanno resa la nostra casa…

Cosa si intende per casa?

Molto è stato scritto sulla casa e sul concetto di casa.

Anche alcuni autori contemporanei hanno incentrato i loro romanzi sul significato di CASA. Ci sono autori migranti che hanno trovato nell’Italia la loro casa.

(Di letteratura migrante ne riparleremo in altri post).


Entrando più nel vivo della lingua, di seguito riporto alcuni esempi d’uso della parola CASA.

(Attenzione all’uso delle preposizioni A e IN che sono utilizzate sia con verbi di stato che con verbi di movimento!)

Andare a casa.

Essere a casa.

Vieni a casa mia dopo?

Ci troviamo a casa tua?

Stasera sto in casa, non esco.

In casa fa caldo.


Una delle tante domande che spesso qualcuno di voi mi ha fatto:

perché usiamo a volte gli aggettivi possessivi dopo il sostantivo CASA? (Sono sicura che anche alcuni italiani non lo sanno)

Questa è casa mia.

Vieni a casa nostra per cena?

La vostra casa è bellissima!

La mia casa si trova dietro il supermercato, a due passi da qui.

Secondo la regola generale degli aggettivi possessivi, questi dovrebbero precedere il sostantivo.

Il mio libro…

Il mio blog…

Con LA MIA CASA indichiamo semplicemente il luogo fisico in cui abitiamo, senza nessun coinvolgimento emotivo.

Capita spesso, invece, che noi italiani diciamo

CASA MIA/TUA/SUA/NOSTRA/VOSTRA/LORO,

postponendo l’aggettivo (senza articolo!) al nome: questo perché stiamo indicando non solo il luogo fisico, ma diamo a questa espressione un’accezione più affettiva.

Esiste anche una reiterata filastrocca che potrebbe aiutarvi a memorizzare questa regola:

Casa mia, casa mia,
per piccina che tu sia,
tu mi sembri una badìa.

Tutta nitida e ridente,
tutta chiara e risplendente,
non ti manca proprio niente.

Se non hai splendide sale
hai tre vasi al davanzale,
sotto il tetto un frullo d’ale.

E t’allieta un gran tesoro:
il sorriso ed il lavoro
della mia mammina d’oro.

di Elda Bossi (Firenze 1901 – 1996)


E per finire…

di seguito vi ripropongo la mappa di alcune parole che appartengono allo stesso ambito semantico della parola CASA:

Per i più attivi voglio proporre una sfida:

propongo di provare a formulare e postare qui sotto almeno tre frasi in cui utilizzate almeno 3 di queste parole.

Che la sfida abbia inizio!

Buon divertimento! 😉

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